Abiti

N. 13, questo il numero delle uscite di BAU, rivista d’autore che il 22 settembre ha presentato presso Artforms a Prato, Dress Codex, la rivista che si veste di arte e mostra in forma di veste l’arte. Nello spazio di Artforms si è assistito a performance, agli abbracci sociali in forma di abito di MM, mentre si potevano osservare nel vecchio opificio rimesso a nuovo il “panciotto d’autore”, ovvero un abito della nostra tradizione contadina diviene altro da sé memore della tradizione tessile italiana e anche artistica. Come non pensare al panciotto di Depero? Ma c’era anche il bottone social che cerca su altri abiti il proprio simile, in un riconoscimento sociale e identitario che lo inserisce nel gruppo e poi l’abito leggero leggero che ha preso il volo legato ad un palloncino bianco. Abiti inclusivi, sociali e dediti a pratiche collettive, sperimentazioni piuttosto che provocazioni in cui l’abito non fa più il monaco ma lo veste benissimo lasciando ad ognuno di noi la libertà di creare, mescolare, ingarbugliare come i fili che tessono la stoffa, il nostro modo di vestire. P. B.



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